bulletproof love.
Candy Disorder // Candy is my name but there's nothing sweet about me.

sono un casino nello scrivere, un contorto intreccio di pensieri che non se ne vanno. sono un casino, io.

motionless.

e niente.

sei seduta sul divano, con le gambe incrociate.

senti le urla, le senti ovunque.

le senti nelle orecchie, che iniziano a farti male;

le senti nella mente, che distruggono ogni tuo pensiero;

le senti nel cuore, che inizia a frantumarsi, pezzetto dopo pezzetto;

le senti addosso, che ti lasciano segni invisibili, ma che fanno male.

allora ti metti le cuffiette,

alzi la musica al massimo,

smetti di sentire.

vedi solo la tua famiglia che urla in silenzio, 

l’uno contro l’altro. 

ma non senti nulla.

fa male lo stesso.

vorresti urlare, 

ma non ne hai la forza.

e allora resisti,

e resti

immobile.

he makes me feel alive, with just a smile. 
p!nk hair, i dont care! 

( i hate my nose so freaking bad. )
egoista.

credetemi, questa caratteristica non mi riguarda affatto.
io sono quella che cerca di fare di tutto per tutti; che cerca di voler bene, amare, aiutare e sostenere tutti nelle loro piccole o grandi imprese. anche le piu’ idiote.
ma credetemi.. se non vi cerco, non vi rispondo o vi ignoro.. non e’ per cattiveria, non lo e’ affatto.. e non e’ nemmeno egoismo, quello del “pensa solo a lei stessa e al suo bene”.. affatto.
quando mi comporto cosi, e’ perche’ ho la certezza del non poter soddisfare i vostri bisogni; la certezza di non potervi aiutare; la certezza di potervi illudere e deludere, di farvi stare male.


credetemi. e’ solo verita’.

#vdm

sí, vdm aka vita di merda, credo sia il titolo piu’ appropriato a questo post e ad una vita come la mia.
una vita monotona, nessun cambiamento stravolgente, nessuna persona con cui poter condividere momenti.
una vita dove la gente non fa altro che parlare delle tue ossa sporgenti, dei tuoi modi di fare su un social network del cazzo, di come ti vesti.
siete tutti cosi fottutamente superficiali e io sono cosi fottutamente immersa nei pensieri, nella negativita’ del momento/periodo e nei ricordi del passato.
non rimpiango, penso solo d’aver fatto una cosa sbagliata.
e questa cosa sbagliata, mi sta facendo impazzire.
voglio troppo bene, perdono sempre, lascio perdere alcune cose, do una-due-mille possibilita’ ad alcune persone.. perche’ questo non succede anche nei miei confronti?


voglio solo tornare ad avere Qualcuno accanto a me, a passare bei momenti.. cosi non si va avanti.

stronza

credo sia la caratteristica che accomuna i pensieri di tutta le gente che non mi conosce, o che mi conosce superficialmente.
io non lo sono, me l’hanno detto. alcuni motivano con ‘ti comporti cosi perche’ hai un passato brutto alle spalle. mille delusioni. sei stanca della gente’.
non e’ questo.

stasera mi hanno /ha/ dato della stronza, perche’ ad un ‘e allora vai’, io me ne sono andata realmente dopo un ‘allora vado’. non mi sono comportata da stronza, nemmeno loro /lui/ l’ha(nno) fatto. semplicemente, dopo un tira e molla di ‘vai. vado. vai. vado.’ io l’ho fatto.
perche’? prendo tutto alla lettera e sono schietta.
se voglio che te ne vada, lo dico.
se voglio che tu rimanga, lo dico.
percio’ me ne sono andata, fine.

non sono stronza, sono solo stufa delle tue scemenze. della tua incoerenza. messaggini capricciosi ‘non mi sei manco venuta a salutare, non hai visto la partita vicino a me e allora vieni per le scale con me’ e poi, quando ci sono, non fai altro che darmi fastidio. ma non leggermente. tanto fastidio. della serie che ti dico che una certa cosa mi da fastidio, e tu la fai.


"voglio un ragazzo."
“chi?”
“un ragazzo a caso.. qualcuno che mi faccia star bene..”
“sbagli.”
“perche’? non e’ bello avere qualcuno affianco e a cui voler bene?”
“non dico questo. tu sai benissimo che non vuoi ‘un ragazzo qualsiasi’. tu vuoi lui. e non vuoi ammettere che senti il bisogno di averlo tuo.”
“ho sbagliato in passato, non torneremo piu’ ad essere come una volta.”
“provaci. alla fine non era quello che si fermava sull’uscio di casa tua, chiedendoti se quelle scritte erano riferite a lui? non era quello che ti veniva a prendere e ti portava ovunque volevi? che se avevi sete ti portava a prendere da bere e se avevi fame ti portava a mangiare? ma poi non era quello che, nonostante non facevate nulla di cosi emozionante, ti faceva divertire e ti rendeva felice comunque? e non era quello che avrebbe potuto parlare per ore intere e tu lo avresti ascoltato incantata, facendo solo si con la testa?”
“si, e’ lui. anzi, era.”
“provaci. lui non e’ cambiato. tu non sei cambiata. le situazioni che finiscono senza nessuna fine, non sono finite. continuerete a vedervi e piacervi, dicendo che non e’ periodo o non e’ il caso. invece dovreste provarci, che non esiste un periodo si o periodo no. bisogna solo trasformare un periodo in qualcosa di meraviglioso assieme.”
“..sai? non te l’ho detto.. oggi mi ha chiamata ‘amore adorabile’..”
“uh. come mai?”
“boh.”
“un motivo ci sara’.”
“.. mi stava prendendo in giro, scherzosamente. ‘stronzo’, poi mi dice ‘nu che mi vuoi bene’. gli rispondo sincera. ‘forse anche troppo’ ‘amore adorabile’ ‘..’ ‘ti meriti un’uscita’.”
“vedi ad essere sinceri e a prendersi sul serio, che succede? paroline dolci e (ri) avvicinarsi. brava piccola.”
“non tornera’ piu’.”
“credici.”
“no, non tornera’ piu’!”
“credici! provaci! non vale la pena provarci?! con un po’ di coraggio e un semplice sguardo, si puo’ stravolgere tutto!”
“..come quando mi ha baciata la prima volta.”
“si?”
“si. non ricordi? ch’eravamo in macchina e.. non si sa come ne’ perche’, non appena ha finito il suo discorso, mi ha baciata. dicendo che aveva provato a giocarsi tutto.”
“ora tocca a te.”
“a baciarlo?”
“a giocarti tutto. e fidati, anche solo un bacio..”
“..puo stravolgere tutto.”
“brava. ora?”
“ci provero’.”
“ottimo. sii sincera e schietta, senza pieta’ per la vergogna. solo verita’.”
“sei il migliore.”
“no, sono il tuo migliore amico. non il migliore.”
“per me lo sei.”
“ti voglio bene.”
“te ne voglio anche io.”

play videogames and be poser.